Lo spritz a Verona

Confessiamo che lo spritz in riva all'Adige è stato una grossa delusione: in una città così importante qual è Verona ci aspettavamo di trovare una scelta di locali maggiore e soprattutto una movida di ben altro livello!
Nonostante il nostro giro perlustrativo sia stato ad amplissimo raggio è innegabile che abbiamo faticato non poco per individuare locali rispondenti ai nostri canoni in fatto di affollamento giovanile, presenza maggioritaria di bicchieri di spritz, "clima" da aperitivo, etc.
Va infatti osservato che nella città che fu degli scaligeri le tipologie di locali dominanti sono l'osteria, la cui bevanda principe è per definizione il vino, oppure il classico "caffè"; di locali in stile lounge bar (che beninteso non è che ci mancano, essendo oramai tutti uguali tra di loro) al contrario ne abbiamo incontrato gran pochi (come il bianchissimo Via Roma 33, il quale però ha in bella mostra soprattutto vini, giusto per non smentire quanto anzidetto).
Date queste premesse non deve dunque sorprendere se gli spritz, pur onnipresenti, solo in un esiguo numero di locali rappresentano la bevanda che va per la maggiore. Insomma, se già di locali non ce ne sono molti, quelli "da sprizz" sono ancor di meno!
In realtà ciò che più ci ha stupito è stata la "medietà" complessiva del "prodotto spritz" propostoci; intendiamoci, spritz sempre dignitosi ma senza punte di eccellenza!
Ma passiamo a descrivere brevemente il panorama sprizzettaro veronese: anche a Verona, come nella miglior tradizione veneta, lo spritz lo si beve "in piazza" e nello specifico nell'onnipresente piazza delle Erbe; la formula utilizzata è quella classica con una percentuale bulgara della versione all'Aperol. Al contrario quella al Campari / bitter è praticamente sconosciuta (motivo per cui concediamo l'attenuante all'errore tecnico di mettere la fettina d'arancia anziché quella di limone). Da notare poi come 1) non sia nemmeno usanza aggiungere l'oliva a mo' di guarnizione e 2) lo stesso ghiaccio sia usato con una certa parsimonia (cosa questa assai positiva!). Sicuramente non ci si risparmia sulle dosi, quasi ovunque più che generose, anche se a risentirne è il prezzo, che mediamente si colloca su una fascia più elevata rispetto al resto del Veneto (3 - 4 euro). Apprezzabile, per terminare il discorso, anche il fatto che lo spritz venga servito in calici, il che, come sosteniamo da sempre, a nostro avviso contribuisce a nobilitare il prodotto (quindi, cari amici baristi, usate o calici o tumbler alti ma evitate assolutamente quegli improponibili bicchieri da Havana & Cola!).
Riassumendo dunque lo spritz a Verona presenta luci ed ombre: in particolare, pur essendo diffuso, esso non sembra aver raggiunto quel grado di maturità che caratterizza molte altre zone del Nord Est, il che forse è anche un bene essendo il passo tra "maturità" e degenerazione assai breve.





(Pubblicato il 28 novembre 2011)

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