Lo spritz a Trieste

Trieste era l'ultima delle roccaforti del Nord-Est nella quale dovevamo compiere una nostra incursione e finalmente, giunta la buona stagione, ecco realizzato il nostro proposito.
Prima di fornire alcune indicazioni maggiormente dettagliate, è forse il caso di dare alcune nostre impressioni di tipo più generale sullo sprizz in questa città.
In primo luogo, oltre ai "soliti" spritz all'Aperol o al Campari (quelli che noi un po' impropriamente definiamo "formula classica"), può capitare assai di frequente di veder sorseggiati spritz bianchi, vale a dire vino bianco "intagliato" con acqua, ossia, storicamente parlando, la prima formula in assoluto dello spritz (quella, per intenderci, risalente alla dominazione austro-ungarica; su tutto questo tema vedi il nostro articolo).
In secondo luogo a Trieste, come a Venezia, lo spritz lo bevono proprio tutti, giovani ed anziani, e dunque nei locali (anche quelli più glamour) si incontrano, specialmente di giorno, persone di ogni età.
In terzo luogo a Trieste, finché disponibili, servono lo spritz in calici, aspetto che abbiamo sempre valutato positivamente perché: 1) nobilita il prodotto 2) abbiamo in odio i tozzi bicchieri da havana&cola.
Quarto ed ultimo a Trieste hanno capito che alla gente che vuole starsene in piedi a bere lo sprizz occorrono posti sui quali appoggiare i bicchieri, e quindi ecco che ogni locale a fianco dei consueti tavolini bassi (con sedie) ne mette fuori anche un congruo numero di alti.

Detto ciò, e fatto presente che in questa città lo sprizz lo si può bere ovunque, parliamo ora di quelli che sono i principali luoghi del bere cittadini:
1) piazza Unità d'Italia dove tra i vari bar/caffè ricordiamo l'Audace.
2) piazza della Borsa (contigua alla precedente), la quale è a nostro modesto avviso il punto clou dello spritz triestino; anche su questa piazza si affacciano più locali, su tutti il Rex, l'Urbanis (che noi ricordiamo, oltre che per il suo spritz buono ed abbondante, soprattutto per il lauto e ricercato buffet) e La Portizza. Con il dovuto rispetto per tutti gli altri "pubblici esercizi" tergestini lo spritz preparato in quest'ultimo locale è di una fattura superiore; anzi, a volerci sbilanciare crediamo sia in assoluto uno dei migliori che abbiamo mai avuto l'onore di sorseggiare, tranquillamente paragonabile per intenderci a quello che ci veniva preparato anni orsono dal Genio a Mirano. L'elemento che fa la differenza è senz'altro il vino, che non a caso è di bottiglia, oltre ovviamente ad una giusta proporzione tra i vari ingredienti (altri fattori che contribuiscono a far salire la quotazione dello spritz del Portizza sono: la buona quantità e l'uso della fettina di limone - l'oliva è invece opzionale, nel senso che non viene messa direttamente nel bicchiere ma è reperibile al bancone).
3) piazza Sant'Antonio Nuovo e vie afferenti, con il più chiccoso Bollicine, il Caffè Noir e soprattutto il Ponchielli; in quest'ultimo ed assai affollato locale lo sprizz è abbondanditissimo ed il costo sotto la media cittadina (3 euro), aspetti positivi purtroppo controbilanciati dal fatto che non si fa uso di Aperol e/o Campari bensì di altre (sotto)marche che non avevamo mai precedentemente visto. Morale della favola: sprizz troppo dolce per i nostri palati.
Al di fuori di queste 3 zone di assembramento segnaliamo La Preferita di via XX Settembre, locale anch'esso sempre affollato e che noi segnaliamo (oltre ovviamente che per l'essere punto di ritrovo in ora spritz) per la presenza in listino delle nostre amate birre belghe e della Douglas/Gordon nelle sue diverse varianti.
Per concludere siamo rimasti decisamente soddisfatti dello spritz a Trieste, e se i prezzi sono assai più alti (3-4 euro) rispetto a Padova (che si colloca in una fascia media) ed a Venezia (che contro ad ogni aspettativa si piazza in una fascia ancor più bassa), va detto che questi soldi li vale tutti, in considerazione della sua qualità / quantità e del cibo che viene contestualmente offerto.

PS Ovviamente se non siete in vena di spritz a Trieste vi sono altre opportunità alcooliche, e qualora doveste optare per un buon vino bianco vi consigliamo di puntare su vini assai radicati nella zona come il Malvasia od il Tocaj.





(Pubblicato il 16 aprile 2008; ultimo aggiornamento 11 maggio 2010)

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