Lo spritz secondo noi
A scanso di equivoci chiariamo subito che pensare di descrivere il fenomeno dello spritz a Trento visitando la città in dicembre non è stato esattamente
un colpo di genio.
Per evidenti motivi ambientali è infatti pienamente comprensibile che molta gente, piuttosto che uno spritz, preferisca bersi un bel vin brulè caldo,
una grappa od un vino. Detta in altri termini, sicuramente con la bella stagione il panorama alcoolico cittadino è diverso da quello che abbiamo potuto testare
di persona nello scorso week-end.
Premesso ciò, dobbiamo dire che, per come è impostato il discorso spritz, Trento ci ha ricordato molto da vicino Trieste:
parecchi bar, ma pochi destinati esclusivamente a giovani, e spritz "di qualità" (ovvero preparato con vino di bottiglia e servito in calice) sempre accompagnato
da una qualche forma di sponcetto (dal paninetto alla pizzetta alla torta salata).
In questo contesto mediamente elevato 2 luoghi in particolare hanno attirato la nostra attenzione, in quanto ben animati e popolati essenzialmente da giovani intenti a bere
in prevalenza (ma non solo) sprizz.
Ci riferiamo: 1) in piazza Cesare Battisti al Caffè Città e soprattutto al Marchiodi 2) il bar Pasi, situato nell'omonima piazza
(zona Duomo).
Al Marchiodi, lasciando stare il free-buffet (che da solo vale il prezzo del biglietto), lo spritz è preparato in modo encomiabile, con dosi
abbondanti e proporzioni perfette, servito in calice con ghiaccio e fetta d'arancia (è questo l'unico neo, preferendo noi il limone).
Il prezzo è sopra la media (4 euro) ma ampliamente compensato e dalla qualità degli ingredienti e dal cibo generosamente a disposizione.
Infine, tanto per inquadrare un po' il locale, da rilevare che esso è frequentato da un congruo numero di fanciulle (a desiderare semmai
lascia un po' la musica).
Il bar Pasi invece, come locale, si contraddistingue per l'accoglienza ed il calore della sua saletta interna; lo spritz è pure qui all'altezza, anche se le dosi sono
un po' più misurate rispetto al Marchiodi. Sempre in raffronto a quest'ultimo locale va segnalato che qui non fanno free-buffet, ma che ad ogni consumazione portano qualcosa
da mangiare, quindi non si resta a pancia vuota! Il prezzo di conseguenza scende (2,80 €) ed è a nostro parere congruo.
NOTA FINALE. Come scritto all'inizio di questo articolo oltre allo sprizz (i trentini, detto per inciso, sembrano preferire quello all'Aperol),
il panorama alcoolico nel quale ci siamo imbattuti era composto dai vari vin brulè, sgnappa, punch, birra e soprattutto tante tante bollicine (e vini bianchi in generale). Riguardo
a questi ultimi noi non ne abbiamo assaggiati, avendo optato per un rosso (ovvero un buon Teroldego - riserva -), ma siamo certi fossero tutti di
ottimo livello.
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