Lo spritz secondo noi
Internet è noto per la sua autoreferenzialità. Ovvero, ciò che in esso si afferma, rimpallato da
un sito all'altro, diventa vero (o meglio, verosimile) anche se magari privo di fondamento. E perciò capita che noi, leggendo
(vedi qua) che a San Donà di Piave si consuma lo spritz al
Caffè Roma, partiamo alla volta di quel di San Donà a vedere com'è la situazione.
Peccato che noi il
Caffè Roma non siamo manco stati capaci di trovarlo (se esiste, non ce ne voglia a male nessuno). Non per questo il nostro
giro può dirsi essere stato infruttuoso.
Infatti a San Donà come in altri centri "minori" abbiamo trovato un discreto
numero di localini e a San Donà come in altri centri minori abbiamo scoperto punte di eccellenza che nelle città
"industriali" sono spesso un bel ricordo..
In particolare la nostra attenzione è stata calamitata dai 2 seguenti locali:
il wine-bar al Santo e la vecia cicchetteria "Sile".
Il primo dei due (= al Santo) è un locale molto
bello, impostato (come arredamento) su un gioco vecchio-nuovo particolarmente riuscito, con abbondanza del legno. La clientela che
lo frequenta è assai variegata, ma marcatamente dagli "enta" in su. Lo spritz preparato (formula classica) è notevole,
con un vino di bottiglia praticamente "fermo" a fare davvero la differenza; per il resto c'è poco ghiaccio, l'oliva, le
proporzioni sono ottimali e le dosi del tutto adeguate. Se aggiungiamo che lo sprizz viene servito in calice, potrete capire che
quasi tutti i nostri criteri per uno spritz ideale vengono rispettati. Unico appunto che, a voler essere puntigliosi, possiamo
muovere sono quei fettoni di arancia che ci hanno messo, davvero troppo grandi specie per chi come noi preferisce il limone..
Il secondo locale (= Cicchetteria Sile) è uno di quei locali "storici" che riescono ad imporsi e ad attrarre gente (riscuotendo
tutta la nostra ammirazione) per la naturale "compenetrazione" che essi hanno con il tessuto urbano/cittadino. La clientela qui è
più giovane e più "alternativa" rispetto "al Santo" e l'ambiente complessivamente più familiare. Pure qui lo spritz
è valido, con oliva e (nota di merito) con scorza di limone. Le dosi sono nella norma e le proporzioni giuste, il ghiaccio non
è troppo. Il prezzo (2 euro) è identico a quello del "Santo".
Insomma, per tirare le conclusioni, la nostra non è
stata strada fatta a vuoto. Ovviamente è impensabile che uno si macini qualche centinaio di chilometri per andare a San
Donà per un semplice spritz (come invece avviene per realtà di dimensioni maggiori), però è sempre interessante
andare alla scoperta di queste realtà minori dove la gente si può bere il suo sacrosanto aperitivo. Perché lo spritz è un diritto.
PS
Da segnalare la diffusione, tutt'altro che rara in quest'angolo del veneziano proteso verso il Friuli, dello spritz bianco.
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