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Kos Town

Kos Town rientra di diritto tra le mete degne di Sprizz.eu, anche se con alcune fondamentali precisazioni preliminari. La prima riguarda il tipo di turismo in essa presente; infatti dando credito alle assicurazioni di molti operatori di agenzie turistiche la vita notturna è delle migliori ed il divertimento è garantito. Il che è vero, peccato che gli stessi operatori omettano di specificare il dettaglio non da poco che questa nightlife è pensata per le orde di giovanissimi norvegesi, svedesi ed olandesi che la frequentano. Sicchè si assiste ad una palese discrepanza tra i turisti nordici (giovanissimi, appunto, e riuniti in compagnie numerose) e turisti "terzi", italiani inclusi (di norma di età ben più avanzata, in gruppetti di tre - quattro persone spesso coppie).
Il tutto potrebbe anche apparire di poco conto se non fosse che il 90% dei locali sono pensati per il primo gruppo, al punto che o ci si adatta (posto che vi facciano entrare; già perché pur non essendo la cosa formalizzata alcuni locali, come l'Orange Camelot, chiaramente evitano di tirar dentro clienti non dutch) o si ripiega nei non molti locali destinati ad un target meno specifico.
Quindi, prima di partire per Kos, semplicemente tenete presente queste "limitazioni".
Dopo questo lungo prologo, passiamo finalmente a descrivere luoghi e usi del bere locale: la zona della bibita a Kos Town è chiaramente Bar Street, in realtà non una singola strada ma più precisamente un "quadrilatero" del bere, situato giusto dietro al porto, nel quale sono concentrati i principali locali. Come anticipato la maggior parte di questi sono affollati di "nordici" giovanissimi intenti essenzialmente a fare due cose, spesso in contemporanea: 1) bere metri su metri di shot (in verità di gradazione alcolica medio - bassa) 2) bere fishbowl colme di cocktail e soprattutto... ghiaccio!
Dal tono della nostra esposizione avrete compreso che tali abitudini non riscuotono affatto il nostro favore, non fosse altro perché gli shot sono spesso tagliati con panna, coloranti ed altre porcherie mentre le fishbowl, superata una certa soglia critica (= quando il ghiaccio si scioglie, cioè molto presto date le temperature greche), si annacquano. Noa a caso noi infatti ci siamo limitati a bere cocktail "individuali", l'immancabile Mythos e, per quanto riguarda gli shot, tequila (che apprezziamo per le sue rinomate capacità digestive e dissetanti). In virtù di questa nostra scelta a monte, possiamo esprimere il nostro parere solo sui cocktail, essendo le rimanenti bibite di tipo "industriale"; ebbene, a parte i cocktail dell'Hush (buono in particolare il Tom Collins), li abbiamo trovati tutti assai leggeri, sicché i 6 - 7 euro spesi ci sono sempre parsi mal investiti. Purtroppo, bisogna farsene una ragione ma è così: dove ci sono nordici la bevanda non è quasi mai ben fatta (il rovescio della medaglia è che c'è gnocca a vagonate, quindi sta a voi valutare i vari fattori in campo!).
Per quanto riguarda i locali, come ampiamente anticipato molti sono esclusivo dominio di nordici; ciò nonostante siamo riusciti ad entrare in gran parte di essi: il nostro preferito è risultato essere il Tex Saloon sia perché è uno dei più grandi sia per la bella musica, stranamente non commerciale. A proposito di musica non poteva mancare l'immancabile locale dedicato al rock, il The Doors, che a dispetto dell'impegnativo nome fa gran poco rock classico (= anni Sessanta e Settanta) ma soprattutto scadente rock anni Ottanta: una delusione! Parlando sempre di locali, non manca nemmeno il classico irish pub; purtroppo la Guinness rifilataci per ben 6 euro dal Molly Malone's era lontana parente della Guinness che si beve in Irlanda (il discorso vale per tutti i locali al di fuori della verde isola, ma qui a Kos abbiamo davvero raggiunto vertici... in negativo!). Sempre affollati sono pure il West ed il White Corner mentre il Wild Bull ed il Charisma vanno a serate così come il citato Hush; la clientela di quest'ultimo locale è più matura ed eterogenea in quanto a nazionalità. A proposito i locali chiaramente destinati per una clientela over 30 (ed anche 35) sono l'Hamam (dove non siamo andati, oltre che per fattori anagrafici, per il semplice fatto che col cazzo che paghiamo 11 euro per un cocktail!) e, fuori dallo Bar Street, il Kantouni (in Apellou road) ed il Four Roses, sul lungomare Leoforos Defterou. Sempre sul lungomare, ma ancora più fuori, merita un salto il Nostos: si tratta di un lounge fatto da greci per greci e con musica greca, ma la splendida vista sulla penisola di Bodrum insieme al particolare listino dei drink, con un'intera sezione di cocktail a base di Metaxa, ci hanno spinto ad inserirlo in questa veloce rassegna.
Dall'esposizione fin qui fatta potreste trarre la conclusione che a Kos Town non ci sono discoteche propriamente intese; ciò è vero solo in parte perchè tutti locali fin qui menzionati ricoprono la duplice funzione di pre e di disco. Infatti fino ad una certa ora la gente staziona nei tavolini al loro esterno, ma successivamente si sposta al loro interno trasfromandoli in discoteche a tutti gli effetti (al West in particolare la situazione è molto interessante per il gran numero di fanciulle scatenate in danze sopra i tavoli e sopra il bancone).
Ultima consueta nota per le spiagge; Kos ne ha molte e di tutti i tipi (sabbiose o sassose, con acqua calda o acqua fredda, ventose o riparate) pertanto per tutti i gusti; a nostro avviso imperdibile Agios Stephanos ed in generale tutto il litorale di Kardamena e quello che da Tigaki va a Marmari.

PS E' dato per inteso che in questo articolo abbiamo parlato esclusivamente di Kos Town; nightlife è presente senz'altro anche nella citata (per via delle sue belle spiagge) Kardamena; sono infatti presenti quelle discoteche che per contro latitano nel resto dell'isola ma su di esse così come su altri eventuali locali nulla possiamo dirvi.





(Pubblicato il 29 agosto 2011)

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