Lo spritz secondo noi
Per noi di Sprizz.eu andare in una delle numerose feste a sfondo enologico che contraddistinguono la cosiddetta Primavera del Prosecco e che si svolgono
da fine febbraio / inizi di marzo fino a maggio nelle varie località sparse tra le colline che da Valdobbiadene vanno fino a
Conegliano non è solo l'occasione per bere un buon vino, ma anche quella di entrare in contatto con la
"materia prima" dello spritz, vale a dire il Prosecco.
Infatti com'è noto ha raggiunto ormai diffusione internazionale la formula del cosìddetto spritz alla trevigiana
(da noi definita "classica"), la quale prevede per l'appunto l'uso, come vino bianco, del Prosecco. Detto per inciso, noi non siamo affatto convinti
che il fatto di usare questo tipo di vino sia sempre la scelta più azzeccata, in quanto talvolta troppo frizzante; per questo motivo - e lo diciamo nella
convinzione che sia proprio il vino l'elemento che fa la differnza tra un buono ed un eccellente spritz, e questo per l'evidente motivo che gli altri ingredienti,
si tratti di Aperol, Campari, Select, Martini Bitter, Bitter Barbieri, etc. sono esito di un processo per quanto poco di tipo "industriale" - sarebbe
buona prassi quanto meno optare per un Prosecco relativamente fermo. Anzi, visto che siamo in argomento, diciamo anche di più: a nostro avviso per
spritz più elaborati (come potrebbe essere quello padovano oppure quello misto, vale a dire Aperol e Campari assieme) noi non ci vediamo male
l'impiego di vini più corposi come un Verduzzo (non dorato né tantomeno passito, si intende!), un Incrocio Manzoni o persino un Ribolla Gialla
purché si abbia l'accortezza di fornire le necessarie "bollicine" usando magari acqua tonica o un'acqua brillante in luogo del selz.
Chiusa questa lunga parentesi e tornando all'argomento di questo articolo, diciamo che tra i vari appuntamenti organizzati nel corso della Primavera
del Prosecco quelli da noi preferiti sono la Festa del prosecco e cartizze che si tiene a Santo Stefano (dove di norma optiamo con decisione per il cartizze semisecco, cioè
quello non spumantizzato!), quella di San Piero di Barbozza, di Guia e soprattutto quella di Col San Martino, la cui
location (ovvero il cortile interno di una vecchia casa contadina) è assolutamente la più caratteristica tra tutte
quelle da noi visitate. Inoltre a Col San Martino, oltre all'ovvia bontà del vino, il rapporto qualità / quantità
/ prezzo dei vassoi di affettato è insuperabile.
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